CampidoglioL’elettore di Roma non sa per chi votare! Perché ha troppi candidati. Sfrondiamo la rosa delle liste di sostegno e ne deduciamo che per la prima volta in una grande città metropolitana (la capitale addirittura) ci sono quattro candidati che sfondano il muro potenziale del 20% di suffragi. Raggi, Meloni, Giachetti e Marchini in ordine sparso concorrono alla carica di sindaco dimostrando ancora una volta che i rapporti di forza tra sinistra e destra (meglio tra centro-sinistra e centro-destra) si riducono a una proporzione tra il 55% e il 45% di consensi. Il primo ballottaggio dunque produrrà gravi conseguenze per due dei quattro outsider, uno smacco che si rifletterà direttamente sui partiti (o le coalizioni) che li sostengono. Il peso e la responsabilità più grave cala su Giachetti che è l’espressione della volontà renziana. Una sua esclusione dal secondo turno suonerebbe come una bocciatura per il Presidente del Consiglio che ne rischia una più sonora e definitiva con il referendum costituzionale. Su Giachetti oltretutto potrebbe pesare l’effetto – Marino. Il voto contro dei dissidenti del Pd oltre che di quella sinistra che fa riferimento a Fassina. Il secondo rischio più importante è per Marchini dopo l’ingaggio berlusconiano, a spese di Bertolaso. Un sacrificio importante è stato già speso. Se si rivelasse inutile la desolazione sarebbe ancora maggiore perché vorrebbe dire che al ballottaggio è passata la Meloni. Dunque la residuale leadership in quel fronte di Berlusconi sarebbe ulteriormente minata. Quanto alla Raggi: sembra destinata a vincere. E dunque un’esclusione prematura costituirebbe un enorme delusione per un Movimento che sembra destinato a raccogliere i frutti degli errori altrui. Infine la Meloni: lo slancio di un pezzo di destra e l’impegno deciso della Lega sono un investimento che non può ammettere un arretramento.

DANIELE POTO