ROMA- Vincenzo Capua tra la sua Roma, la sua Musica e la sua Famiglia! La vita di Vincenzo si potrebbe riassumere così. Ne ha fatta di strada Vincenzo e tanta ancora ne farà contando sul suo talento. Un talento musicale al pari della sua passione per la Roma, la sua squadra del cuore. Vince è un cantautore e nella lista delle sue canzoni prodotte , arrangiate e cantate non poteva mancare un tributo ai colori giallorossi ed a Totti,il suo idolo. Ma nel suo cassetto Vincenzo ha ancora tanti brani da proporre nei concerti in giro per l’Italia come ha fatto in passato, suonando in lungo ed in largo, persino a Kiev. Il suo curriculum canoro è di tutto rispetto. Partendo da Castrocaro Vincenzo ha accumulato esperienze notevoli esibendosi in locali, piazze e stadi. Da solo o accompagnando colleghi di fama accertata nel variegato mondo musicale italiano. Vince è cresciuto velocemente tra sale di incisione e palcoscenici nei tours nel sud Italia o nella frequente partecipazione nell’Edicola di Fiorello o nei Capodanni in diretta Rai o in Radio dove parla di musica, della sua musica e della Roma, della sua Roma giallorossa, come in questa divertente ed interessante intervista.
PRIMA ROMANISTA O PRIMA MUSICISTA?
Ho iniziato a fare il tifo e ad amare la Roma fin da bambino. Poi, dopo un bel pò di anni ho iniziato a suonare. Intorno ai 10 anni ho cominciato ad andare allo stadio, l’Olimpico, che ritengo la mia seconda casa. Allo stadio andavo con mio padre (il professor Pino Capua ndr) che spesso mi portava a vedere anche la Lazio, la sua Lazio visto che è tifosissimo della squadra biancocleste. L’amore per la musica invece nasce dopo il primo anno d’università. Come praticamente tutti, inizio a suonare la chitarra ed a scrivere canzoni ed a comporre. A conti fatti, finora ne ho scritte molte, più di una quarantina e tante sono ancora nel cassetto, pronte ad essere proposte al pubblico. Posso dire con certezza che la famiglia, mia figlia, la Roma e la musica sono indiscutibilmente le cose più importanti della mia vita, una vita caratterizzata da amore e sacrifici. Come musicista son partito dal basso come tanti amici e colleghi. Castrocaro ha segnato un momento importante perchè ha fatto parte del mio percorso musicale, iniziato tra locali, serate e piazze. Quello fu un bel periodo, tornerei volentieri a suonare in giro per l’Italia.
COSA ACCADE IN UNA CASA MARCATAMENTE GIALLOROSSA CON UN TIFOSO BIANCOCELESTE COME TUO PADRE?
In casa Capua accadono sempre cose simpatiche quando giocano nello stesso giorno la Lazio e la Roma. Ricordo che comprai la maglietta di Balbo e lui, mio padre, prendeva le forbici per tagliarmela e quindi potete immaginare le corse in giro per casa per non farmi prendere. Ovviamente le partite delle rispettive squadre le vedevamo e le vediamo in stanze separate. Papà ha sempre voluto portarmi allo stadio a vedere la Lazio. Ricordo che andai con lui anche a Birmingham per vedere la finale della Coppa delle Coppe. Ricordo anche la maglietta di Nesta che indossai per l’occasione. Alessandro l’ho sempre considerato un grande giocatore. Comunque con mio padre c’è condivisione, io non ho problemi a vedere la Lazio, lui un pò meno a vedere la Roma. Ad esempio è complicato vedere i derbies insieme e quando perde la Lazio lui non si fa vedere.
QUAL’E’ STATA SECONDO TE LA MIGLIORE ROMA?
Beh,la Roma dello scudetto indiscutibilmente. Avevo 12 anni ma ricordo la mia gioia per quella vittoria. I giocatori? Impazzivo per Totti e Montella. Credo che la Roma dello scudetto sia stata la migliore in assoluto. Purtroppo ricordo anche quel Roma-Samp con doppietta di Pazzini, gara che cancello’ i sogni scudetto e fu li che un pezzo del Vincenzo tifoso della Roma andò via.
QUALE E’ O QUAL’E’ STATO IL MIGLIOR CANTANTE ITALIANO SECONDO TE?
Credo che il numero uno sia stato Lucio Battisti. Sono cresciuto con lui e tra l’altro ho conosciuto Mogol con il quale ho anche collaborato. Battisti lo porto nel cuore ma apprezzo e stimo Gianluca Grignani, Tiziano Ferro e Fabrizio Moro. Con quest’ultimo ho suonato tante volte, ho aperto spesso i suoi concerti in giro per l’Italia.
A QUANDO UN INNO GIALLOROSSO?
Beh, quando Francesco Totti decise di chiudere la sua carriera da calciatore scrissi una canzone per lui. L’ho pubblicata su Internet ricevendo tantissimi consensi ed anche allo stadio fu molto apprezzata prima di Roma-Genoa.
CI PENSI MAI AD UN GRAN CONCERTO ALLO STADIO OLIMPICO?
Sarebbe un sogno. Ogni volta che vado a vedere dei concerti mi immagino di stare sul palco al posto dei vari frontman. L’Olimpico poi è una stadio spettacolare, giocarci ti da delle emozioni incredibili. Quando c’è la Partita del Cuore non sto nella pelle. Giocare davanti a 50/60 mila spettatori è qualcosa d’indescrivibile.
QUALE GENERE MUSICALE TI PIACE?
Quello che faccio è quello che amo di più. Ovviamente sento tanta musica concentrandomi soprattutto sui testi. I cantautori italiani son quelli che mi ispirano di più e mi danno più emozioni. Tra l’altro ho la fortuna di cocondurre una trasmissione su Radio Italia anni ’60 dove mandiamo tanta musica italiana.
TORNIAMO AL CALCIO, QUALE ATTEGGIAMENTO TATTICO APPREZZI DI PIU’?
Beh, quello di inizio stagione della Roma di Di Francesco, quello con la linea difensiva alta e pressing a tutto campo. Un’atteggiamento tattico che purtroppo si sta perdendo.
GIOCHIAMO UN PO’. TROVAMI UN CANTANTE O UNA BAND PARAGONABILE ALLA ROMA DELLA PRIMA PARTE DEL CAMPIONATO.
Penso ai giovani Maneskin, un gruppo piuttosto brillante, effervescente. Si vede che c’è entusiasmo quando sono sul palco. Si mi sono simpatici.
IL PIU’ BEL CONCERTO CHE HAI VISTO?
Quello di Tiziano Ferro all’Olimpico che in fondo è stata la consacrazione del grande artista che sta dimostrando di essere.
TRA BLUES, ROCK, FANKY, SOUL, COUNTRY, HEAVY METAL, DISCO, FOLK, E HARD ROCK QUALE STILE MUSICALE SCEGLIERESTI?
Indubbiamente il Rock ti da una grande carica ed è stato così per tanti anni della mia vita, ma ascolto volentieri tanto blues, blues elettrico.
SCEGLI TRA L’APERTURA DEL CONCERTO DEI ROLLING STONES CON UNA TUA CANZONE ED UNA TUA ESIBIZIONE ALL’OLIMPICO PRIMA DI UN LAZIO-ROMA.
Mah, sarebbe divertente ed entusiasmante, a parte qualche insulto, cantare all’Olimpico prima di un derby ma sceglierei indubbiamente l’apertura di un concerto dei Rolling Stones magari salendo sul palco con la maglietta della Roma.
QUALE E’ STATA L’EMOZIONE PIU’ GRANDE DA CANTAUTORE?
Sicuramente la prima apertura di un concerto di Fabrizio Moro. Ricordo che eravamo in un paese vicino Roma con 10 mila persone. Loro aspettavano ovviamente Fabrizio, non pensavano ad una mia presenza sul palco. Ricordo che all’inizio ci furono un pò di mugugni ma alla fine furono applausi a scena aperta. Fui molto contento di come andò quella serata.
QUALE E’ STATA L’EMOZIONE PIU’ GRANDE DA TIFOSO DELLA ROMA?
Sicuramente lo scudetto. Oltre alla nascita di mia figlia di più non credo ci sia nulla.
MAURO CEDRONE
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