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Dopo tre mesi di esasperati tatticismi, ora il Governo dei fatti per un vero cambiamento(D.POTO)

ROMA-E la nave va. O meglio comincia a lasciare il porto piano piano. La Festa della Repubblica è stata una sorta di provvidenziale momento di decantazione dopo tre mesi vissuti pericolosamente, certo i più agitati anche nella vita istituzionale piuttosto lunga del Presidente della Repubblica Mattarella. Le direzioni su cu cui muove l’intesa di contratto del Governo del cambiamento sono chiare: instaurazione moderata del reddito di cittadinanza in via sperimentale biennale, ridimensionamento delle rovinose conseguenze della Legge Fornero, introduzione della flat tax. Occorrerà uno sforzo di ingegneria economica di alto livello per trovare le risorse dal varo di questo vigorose e sostanziali e corpose novità. La fantasia al potere induce a sprazzi di ottimismo considerando che il Paese ogni anno paga una tassa all’illegalità, un’irripetibile “cambialona” da 550 miliardi che non ha pari nei 28 Stati dell’Unione Europea ovvero il combinato disposto di corruzione, evasione, fiscale, mafie e lavoro nero. Se si riuscisse a recuperare dal pozzo  di questa mostruosa sacca di criminalità solo il 10% almeno le prime due proposte sarebbero ampiamente finanziate. Con la Fornero lo Stato prevedeva di risparmiare dal 2018 al 2060 qualcosa come 360 miliardi, ovvero meno di dieci miliardi ad anno solare. E’ una cifra importante ma rimediabile considerando che si possono anche considerare sprechi di Stato i bonus renziani che hanno pesato sul bilancio per un valore sostanziale complessivo, addirittura 50 miliardi. Sarebbe auspicabile che in un’ottica di progresso l’opposizione guardasse a questi tentativi di innovazione senza pregiudizi, giudicando caso per caso e non in base a steccati ideologici e a convenienze elettorali. Sarebbe anche un modo per armare di solidarietà la coalizione senza esporla al rischio di “scottature” europee visto che il partito anti nel vecchio continente conta su una buona  compagine di sodali. L’imbarazzo riguarda il Pd ma anche la coalizione i centro-destra visto il pensiero ondivago di Berlusconi, poco disposto a rimetterci del proprio esangue bacino di elettori. Scongiurato il pericolo di elezioni ora in termini marittimi si dovrebbe sfruttare la bonaccia per produrre fatti dopo tante chiacchiere in libertà e l’uso di esasperati tatticismi.

DANIELE POTO

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