Musica

Stefano Senesi tra pianoforte, Lazio, concerti, Jarrett e Zero.

ROMA-All’eta di 4 anni, spinto dalla famiglia, inizia lo studio del pianoforte; all’età di 11 anni entra al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e consegue il diploma in pianoforte, armonia e composizione, approfondendo le tecniche di contrappunto e facendo pratica contemporaneamente nella scrittura orchestrale e corale.
Nello stesso periodo, oltre che alla musica classica, inizia a fare esperienze nella musica pop e rock, suonando in svariati gruppi musicali, e a soli 17 anni diventa tastierista durante un tour di Bruno Martino, grande musicista che si rivelerà prezioso per il prosieguo della carriera di Stefano: quest’esperienza lo fa infatti entrare in contatto con alcuni produttori dell’RCA Italiana, che lo assume dapprima come pianista per provini di giovani artisti e poi come sessionman per i dischi degli artisti della casa discografica.
In contemporanea inizia anche un’attività come musicista per l’incisione delle sigle dei cartoni animati, collaborando con i Rocking Horse.
La sua carriera artistica vanta collaborazioni con vari artisti italiani: Rita PavoneRino GaetanoSergio EndrigoFrancesco De GregoriMimmo LocasciulliUmberto BindiIvan GrazianiFausto LealiLuca BarbarossaPaolo CartaEnrico RuggeriLoredana BertèMimmo CavalloMariella NavaMia MartiniRiccardo FogliAntonello VendittiGianni MorandiGiorgiaAnna Oxa, ma soprattutto con Renato Zero, con il quale c’è stato il più stretto e duraturo rapporto professionale, sia come session man che come coautore. (Fonte Wikipedia)

 

STEFANO SEI PIU’ ANSIOSO PRIMA DI UN CONCERTO O PRIMA DI UNA PARTITA DELLA LAZIO?

Beh, sono due chiavi di lettura diverse perchè l’ansia in un concerto è controllabile in quanto la puoi gestire personalmente, in una partita della Lazio ad esempio un derby l’ansia non la gestisci perchè non dipende da te e tra l’altro cresce esponenzialmente con i risultati delle gare. L’esempio è sotto gli occhi di tutti: la Lazio secondo certi risultati può andare in Champions oppure entrare in Europa League, ecco quello è il classico esempio di ansia indipendente dalla tua volontà proprio perchè non sei tu a gestirla.

SI PUO’ PARAGONARE LA PASSIONE PER LA MUSICA CON QUELLA PER LA SQUADRA DEL TUO CUORE?

Direi proprio di si. Ritengo che le due passioni nascano nell’età infantile. Sono passioni inizialmente “adolescenti” poi pian piano iniziano a far parte della tua vita. Personalmente ho iniziato prestissimo ad amare la musica e la Lazio. Ero un bimbetto e suonavo il pianoforte soprattutto per affetto nei confronti dei miei genitori e parallelamente proprio da mio padre è iniziata la fede per la squadra biancoceleste. Credo di non sbagliare se dico che la musica è arte ed il calcio, quindi la Lazio è solo fede.

A CHE ETA’ HAI INIZIATO A SUONARE E QUALE STRUMENTO?

A quattro anni. A quattro anni ho iniziato a suonare il pianoforte. E’ una storia che può appartenere a tanti che hanno iniziato a suonare. A casa di mio nonno c’era un pianoforte verticale e mio fratello più grande di me prendeva lezioni di musica privatamente. Quel pianoforte evidentemente conquistò anche me perchè iniziai subito a preferirlo ai soldatini  e ai giocattoli dell’epoca. Appena mio fratello finiva le lezioni iniziavo io a suonare, evidentemente avevo orecchio perchè fu mia madre a capire che anche io potevo iniziare a fare i primi esercizi sulla tastiera. E’ iniziata così la mia carriera al pianoforte.

INVECE A CHE ETA’ HAI INIZIATO AD AMARE LA LAZIO?

Sempre a quattro anni.La nostra è stata una dinastia di tifosi laziali. I miei antenati andavano allo stadio della Rondinella. Conservo ancora dei documenti storici in questo senso, come la mia prima tessera d’abbonamento. Andavo sempre allo stadio ma la morte di Paparelli provocò in me un trauma perchè ero li vicino quando avvenne quella tragedia e mi allontanai progressivamente dalla stadio e dagli stadi perchè amavo seguire la Lazio anche in trasferta. Adesso che faccio concerti in tutti gli stadi d’Italia con Renato Zero e con altri artisti mi tornano spesso in mente quei viaggi con mio padre e con altri amici tifosi della Lazio. Momenti meravigliosi che ricordo anche con un pò di nostalgia.

SE NON FOSSI UN MUSICISTA AFFERMATO QUALE ALTRA PROFESSIONE AVRESTI VOLUTO INTRAPRENDERE?

Beh, avrei fatto sicuramente il veterinario perchè amavo ed amo immensamente gli animali dalla nascita. Ho avuto un bel cagnolone e tanti gatti come adesso del resto nella mia casa. Sono un animalista convinto ed ovviamente mi indigno per non dire di peggio ogni volta che sento storie di maltrattamenti nei confronti di qualsiasi razza. Gli animali vanno amati…sempre.

A QUALE BAND ACCOSTERESTI O PARAGONERESTI LA SQUADRA BIANCOCELESTE?

Decisamente i Rolling Stones. Tutti noi abbiamo vissuto il dualismo atavico dei Bleates ed i Rolling Stones. Due grandi band in continua contrapposizione.Due stili diversi sia di musica che di vita. Sia chiaro stiamo parlando di band di grandissimo livello ma decisamente diversi l’una dall’altra. I Beatles erano praticamente scontati, in linea con il loro tempo, i Rolling invece erano e sono ancora gruppo di rottura, più hard, più duri più aspri rispetto al quartetto di Liverpool. Gli scarafaggi piacciono anche a me ma non come gli Stones sempre fuori dagli schemi, viscerali che azzannano la musica rock, poco amanti delle regole. I Beatles li vedo nei gradi locali, palazzetti ed arene, le Pietre Rotolanti li vedo invece nei grandi stadi con 300mila persone come a Cuba ad esempio. Lazio-Rolling Stones mi sembra un accostamento giusto, insomma un paragone che regge….soprattutto in questo periodo.

PERCHE’ SECONDO TE NEL MONDO DELLA MUSICA IL CALCIO E’ POCO APPREZZATO E SEGUITO?

Perchè è un mondo particolare. Un ambiente “chiuso” e anche un pò bigotto nel senso che il tifoso di calcio viene considerato di bassa cultura. Niente di più falso. Amare una squadra di calcio e dichiararlo diventa un sentimento secondario nell’ambiente musicale. Chi si dichiara tale viene spesso giudicato non elevato culturalmente. Poi c’è il discorso relativo alle squadre orientate politicamente, altro argomento che nel mondo della musica non viene mai affrontato, probabilmente perchè è meglio starne alla larga. Ma sarebbe una storia troppo lunga da affrontare che ci porterebbe lontano ma che secondo me sarebbe importante esaminare prima o poi con i miei colleghi musicisti.

E’ VERO CHE MOLTI ARTISTI FANNO FINTA DI TIFARE PER QUESTA O QUELLA SQUADRA SOLO PER INGRAZIARSI LE SIMPATIE DEL PUBBLICO?

Si, assolutamente si. Il motivo? E’ soprattutto un fatto di marketing che naturalmente fa a “pugni” con la passione.  Le leggi del marketing (popolarità, successo ecc ecc ecc) sono lontane dalla concezione di tifo per una squadra. Credo che ci siano molti artisti che non possano esprimere la propria passione calcistica non per imposizioni esterne ma per meri motivi di mercato, di strategie di vendita ecc ecc ecc. Anche questo è un argomento che andrebbe affrontato prima o poi.

CON RENATO ZERO PARLAVI MAI DI LAZIO E ROMA NELLE LUNGHE TOURNE’E?

No, mai. Non abbiamo mai affrontato certi argomenti. Li lasciavamo fuori dalle nostre giornate ma non per nostro volere ma perchè non c’era mai tempo perchè preparare un tour è una cosa pazzesca, superstressante con un lavoro quotidiano incessante. E poi perchè  Renato con il calcio non ha mai legato. Non si può considerare un tifoso anche se spesso viene accostato alla Roma ma lui è lontano anni luce dal pallone.

NEL TUO MONDO ARTISTICO CI SONO TIFOSI DELLA LAZIO?

Certo. Ovviamente ce ne sono ma credetemi è difficile parlare di calcio durante la preparazione di serate, concerti e tournèe. Il lavoro ti prende talmente tanto che non hai tempo e voglia di parlare di partite, arbitri, rigori e gol. Anche quando vai a cena con gli altri musicisti continui a parlare di musica e del lavoro che si sta facendo. Qualche volta ho scambiato alcune battute con Danilo Madonia (arrangiatore, compositore e produttore ndr) tifoso della Sampdoria ma durava poco perchè si lavorava fino a sera tardi e non vedevi l’ora di andare a riposare per stare in forma il giorno dopo.

TI SEI EMOZIONATO QUANDO HAI SUONATO ALL’OLIMPICO, NELLO STADIO DOVE GIOCA LA TUA LAZIO?

Un anno, era il 1999, con Renato Zero abbiamo fatto tutti gli stadi d’Italia ed era l’anno in cui la Lazio perse lo scudetto. E quando salivo sul palco per le prove mi venivano in mente alcuni episodi, molti negativi, proprio in quello stadio.Tante malefatte degli arbitri nei confronti della Lazio in questo o quello stadio dove avremmo dovuto suonare. Al Franchi di  Firenze ad esempio mi venne in mente quel rigore su Salas, se non ricordo male. Ricordo che mi misi sul dischetto di rigore ad imprecare contro la malasorte. Uno dei migliori concerti pero fu quello dell’Olimpico di Roma e non poteva essere altrimenti perchè avevamo il mega palco a ridosso della curva sud con al curva nord di fronte. Fu un’emozione incredibile e particolare proprio perchè eravamo a Roma ma anche straordinaria perchè ero a suonare nello stadio dove gioca la mia Lazio. E’ stata sicuramente una sensazione indescrivibile che può capire solo chi la prova.

HAI MAI CONOSCIUTO QUALCHE GIOCATORE BIANCOCELESTE?

Si. Ai concerti di Renato vennero un bel pò di giocatori della Lazio ma anche della Roma. Ricordo Mihajlovic, Bergodi un bravo ragazzo veramente e Vincenzo D’Amico uno dei miei idoli. Ad un concerto venne anche Nanu Galderisi con il quale ci si sentiva anche al telefono.

QUALI SONO I TUOI IDOLI MUSICALI, MAGARI TASTIERISTI O PIANISTI?

Mah, dipende naturalmente dalle varie fasi e periodi della vita. Tra pianisti e organisti ce ne sono tanti ma la mia formazione pianistica mi porta a selezionare straordinari fenomeni del pianoforte. Personalmente sono “innamorato” di Keith Jarrett. Ho un suo enorme poster nel mio studio di registrazione: un fenomeno vero che ha iniziato la sua carriera suonando con Art Blakey, Charles Lloyd ma soprattutto con Miles Davis. Sul fronte organisti Rick Wakeman indiscutibilmente. Ricordo di aver visto i concerti degli Yes e lui era monumentale ma ovviamente le scelte sono soggettive, ce ne sono tanti di tastieristi, straordinari del mondo della musica classica e straordinari del mondo del rock.

IL GIOCATORE BIANCOCELESTE CHE STIMI DI PIU’?

Vincenzo D’Amico.

IMMOBILE A QUALE ARTISTA LO PARAGONERESTI?

A Vasco Rossi.

 

IN CHIUSURA  PUOI SVELARCI QUALCOSA SUL PROSSIMO FUTURO? BRANI NUOVI? CONCERTI?

Sto mettendo su una super band. Siamo già in studio per preparare i concerti per la prossima estate. In qualche modo stiamo ripercorrendo gli straordinari anni ’70, anni non solo di cultura musicale ma anche colorati di biancoceleste. Riproporremo Rock, Prog, Blues e molto altro ancora. Percorreremo le strade dei Blind Faith, Traffic, Colosseum, Chicago, Grand Funk Railroad, Canned Heat ed un pò di Rolling Stones. Ci sarà da lavorare molto ma sono abituato, sin da giovincello……Andrà tutto bene….e l’in becco all’aquila, il simbolo di noi laziali, me lo faccio da solo!!!!

 

 

È stato coarrangiatore e produttore di vari album di Mariella Nava, coautore dal 1990 di brani interpretati da Renato Zero, partecipando come autore e co-produttore all’album “Amore dopo amore” del 1998, considerato dalla critica uno degli album più belli e più venduti dell’artista. Sua è la sigla del segnale orario di Canale 5 dal 1994 al 1998 e la sigla pubblicitaria e meteo di Rai 1 dal 2003 al 2010. Inoltre, realizza nel 2005 un DVD dal titolo “Padroni di niente”(patrocinato dall’I.M.A.I.E), progetto Video-musicale nel quale il musicista (animalista attivo) denuncia le violenze gratuite della razza umana nei confronti degli animali in genere (vedi sito ufficiale o myspace.com/stefanosenesi). Partecipa al Festival di Sanremo 2011 come autore con il brano “Tra tegole e cielo” interpretato dal giovane Marco Menichini. Dall’ottobre del 2011 è docente di Pianoforte alla Saint Luis Music College di Roma. Dal 2012 crea un suo metodo didattico per lo studio del pianoforte rivolto sia ai principianti sia agli aspiranti professionisti. Contemporaneamente è impegnato in progetti di colonne sonore per film, parallelamente a quelli discografici,pur continuando la sua attività come autore di brani per i più famosi artisti pop italiani e come pianista sia in studio che live.(Fonte Wikipedia)

MAURO CEDRONE

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