Referendum-Catalogna. La Spagna è scappata.
ROMA- Non era facile trovare un paese più rissoso dell’Italia. Ma la Spagna, imbragata fino al collo nell’affare-Catalogna, fa di più e di peggio. C’era un collega che era solito archiviare le querelle con un bizantinismo di maniera: “Tu hai ragione, ma tu non hai torto?”. Con il senso della ragione si può riproporre per l’anno la questione del separatismo che in casa iberica trova un fertile terreno anche nei Paesi Baschi. La Costituzione è rigorosa ed il Re di Spagna non ha fatto altro che piattamente riproporla. Ma una mediazione ante sarebbe stata propizia e avrebbe evitato quella perdita di immagine (di sangue, di feriti) che nuoce grandemente alla nazione tutta se è vero che la Borsa ha avuto un repentino calo del 3%. Sarebbe stato illegale permettere il regolare svolgimento del Referendum e poi tenerne conto per un diplomatico compromesso al alto livello?. Parliamo con il senno di poi – è facile ed è evidente – perchè in Italia gli esiti delle consultazioni incongrue in Lombardia e Veneto porteranno ad un risultato meno deflagrante e non saranno contrastate dallo Stato. La Spagna è in ripresa ma non si può certo permettere questi scivoloni. L’Europa registra comunque un preoccupante tasso di indipendentismo dove spesso le ragioni della forza (vedi frantumazione della Jugoslavia) hanno la prevalenza sul diritto dei popoli. Trasmutando su un piano nazionale quanto conta l’auto-determinazione della gente della Val di Susa rispetto alla TAV che ora, anche per inclinazione di Macron, segna forzatamente il passo.
DANIELE POTO