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Le polemiche sulla VAR. Il calcio prenda l’esempio da altri sport(Poto)

RUGBY, BASKET E PALLAVOLO SENZA POLEMICHE CON LA PROVA TV!

 

ROMA-Non trova pace l’ausilio della VAR nel calcio italiano. Con recriminazioni assortite sul suo uso (vero Lazio?) e una difficile messa a regime al primo anno sperimentale di introduzione. La classe arbitrale non sembra aver bene assorbito quello che dovrebbe essere uno strumento empirico per sbagliare di meno. Ma diventa opinabile a priori il suo ricorso. Dunque un giudizio soggettivo che dovrebbe spalancare le porte all’oggettività, al riconoscimento indiscusso di una valutazione inoppugnabile diventa un deterrente per valutare buona o cattiva fede della giacchetta nera. Crediamo che molte delle controindicazioni siano dovute proprio alla fragile novità della sua adozione. Il basket e il rugby in questo senso sono molto più avanti. La prima disciplina ha pattuito l’utilizzo solo nei minuti finali di una partita, quindi per decidere le azioni che presumibilmente indirizzeranno il risultato finale. Limite introdotto ovviamente per non inflazionare le interruzioni. Il rugby fa ancora meglio perché la prova video, a discrezione arbitrale, permette un aiutino importante per giudicare la validità di una meta e persino un fallo grave commesso da un giocatore. In questo modo ci si avvia alla semi-perfezione del giudizio arbitrale. Se si vuole anche la pallavolo fa meglio e con meno polemiche del calcio. Per giudicare un’invasione o se un pallone è stato battuto dentro e fuori il campo. In tutti e tre questi sport quando gli arbitri hanno ratificato la decisione, con il conforto della prova tivù, nessun giocatore in campo o fuori osa discutere il provvedimento. O tanto meno polemizzare il giorno dopo a mezzo stampa. Ma nel rugby il fair play è di casa. Non come nella parrocchietta del calcio anche in ragioni di grandi interessi professionistici. Un gol in questo caso può valere milioni di euro e dunque la VAR sopporta un peso considerevole. Vogliamo essere ottimisti. Il tempo e l’esperienza faranno la loro parte e certe paradossali decisioni prese in corso d’opera in questo campionato, per inesperienza o per incapacità, vedranno notevolmente ridotto il margine di errore.

 

DANIELE POTO

 

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