Lazio-Inter 1-3. All’Olimpico epilogo negativo di una Lazio nervosa ed in vacanza anticipata.
ROMA- Doveva essere il congedo trionfale davanti al proprio pubblico. L’appuntamento era di quelli giusti: l’ultima all’Olimpico, avversario decisamente abbordabile visti i precedenti assolutamente negativi, quarto posto in classifica buono per andare tranquilli in Europa Legue, insomma tutti ottimi elementi per chiudere alla grande, ed invece tutto si stravolge. La gara cambia i connotati, la squadra più forte diventa la più debole e l’Inter sale in cattedra sostenuta da decisioni discutibili dell’insufficiente arbitro Di Bello. Le colpe del tracollo non vanno però individuate nel direttore di gara perchè la Lazio stacca la spina, inietta gerovital a litri nel motore sgangherato dell’Inter, si inginocchia nervosa davanti ai nerazzurri e si concede all’avversario nonostante il gol di partenza su rigore realizzato da Keita. E’ una Lazio irriconoscibile quella vista in serata. Il pubblico laziale per dirla tutta non si aspettava di certo un simile finale che oltre alla sconfitta di un netto tre a uno deve contare anche la beffa di alcuni cartellini rossi con relative espulsioni prima di Keita e poi di Lulic. Insomma è sembrata una vacanza anticipata soprattutto del reparto arretrato mai visto in simili condizioni. L’impressione generale è che la Lazio abbia tirato anticipatamente i remi in barca dopo la sconfitta con la Juventus nella finale di coppa Italia e dopo aver centrato il quarto posto in classifica, obiettivo prefissato per tornare in Europa che potrebbe però trasformarsi in quinto posto se si inciampa a Crotone e se nella stessa giornata, l’ultima in calendario, l’Atalanta batta il Chievo. L’Europa League resta comunque blindata ed in fondo era quello che si voleva in casa biancoceleste, però ci si poteva salutare con una gara dignitosa e non nervosa condizionata comunque da un’arbitro inadeguato. Peccato l’epilogo negativo, ora non resta altro da fare che lavorare alacremente per il prossimo anno individuando nel mercato estivo gli elementi adatti e di qualità buoni per affrontare una prossima stagione particolarmente intensa e speriamo priva di brutte figure come l’ultima partita dell’Olimpico che ha fatto registrare uno striscione di saluti da parte della curva nord al “nemico” Totti in procinto di lasciare il calcio dopo 24 anni in maglia giallorossa.
Mauro Cedrone