L’avvicinamento ai Giochi Olimpici di Milano Cortina è stata un’escalation progressiva ed esaltante per la squadra italiana. Alle speranze consolidate e confermate di vecchi alfieri come Paris, Goggia e Brignone (tutti over 30 dello sci alpino), del sempiterno Pellegrino (sci di fondo) si aggiungono splendide novità del momento stagionale come il discesista polivalente Franzoni e del biathleta Giacomel che contribuiscono, da par loro, a diminuire la media dell’età anagrafica di un’esperta squadra azzurra. Sarà la più folta rappresentativa di sempre contando su due fattori: il virtuale raddoppio delle medaglie in palio rispetto all’ultima edizione casalinga di Torino 2006 (si, sono già passati venti anni) e, ovviamente, il fattore campo ovvero la lusinga di gareggiare in casa e di offrire l’occasione della partecipazione ai futuri ricambi dello sport azzurro. Note meno positive rispetto al quadro vengono dalla metaforica cornice. La polemica sui tedofori è rimbalzata all’estero portando nocumento all’immagine complessiva dello stellone: era una gaffe istituzionale che si poteva ampiamente evitare considerando poi le sconsiderate inclusioni eccellenti (come quella di Massimo Boldi, poi abrogata per uscite improprie del comico). Inoltre il completamento degli impianti è in dirittura d’arrivo con la solita improvvisazione all’italiana. Durante una partita nostrana di hockey su ghiaccio il prezioso materiale su cui si svolgeva il match si è sbriciolato dimostrando come il rodaggio non fosse ancora ultimato. E gli ecologisti hanno lanciato strali sulla desertificazione di aree adibite a impianti i cui costi sono ampiamente sforati rispetto alle previsioni debilitando lo slogan dell’Olimpiade a costo zero. Probabilmente il difetto è originario: un’edizione dei Giochi combinate tra varie regioni, con un Coni in transizione nel passaggio dei poteri da Malagò a Bonfiglio e un Governo non troppo saldo nel sostenere il progetto. La medaglia l’hanno vinta gli sportivi che non deluderanno anche se probabilmente il protagonista più vincente della rassegna sarà il formidabile sciatore di fondo norvegese Klaebo. Potrebbe far medagliere da solo vincendo addirittura sei medaglie.
DANIELE POTO
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